MiniHabits

Cos’è un habit? Una abitudine, una cosa che impariamo a fare ripetendola tante volte da riuscirci con sempre meno fatica. Un esempio? Bere un litro d’acqua al giorno fuori dai pasti. O rifarsi il letto ogni mattina. Iniziare a studiare senza rimandare (!!). Fare cinquanta addominali al giorno. Le prime volte un dramma, ma a colpi di ripetizioni, e un giorno dopo l’altro, alla fine i teorici degli habits dicono che sarà sempre più facile.


Ma è davvero così?
Come superare lo scoglio di quelle fatidiche prime volte in cui è veramente difficile vincersi e inziare a cambiare? O peggio ancora, come perseverare e non rimandare?
Il video risponde a questa domanda (e, per i curiosi, fa riferimento a un libro che trovi qui). Illuminante.

In sintesi, la soluzione è scegliere un minihabit, talmente facile da non poter saltare nemmeno un giorno. Perché il vero punto è tenere in movimento il motore dell’abitudine. Fare ogni giorno, per quanto poco, ma fare. Muoversi.
Un esempio? Obiettivo: iniziare a fare addominali. Oppure leggere un tot di minuti al giorno.
Non puntare all’abitudine di fare ogni giorno 20 addonimali o di leggere 10 minuti al giorno. Sembra facile? Non lo è per niente, anzi, non riuscirai, assicurato. Non ce la farai per i fatidici 90 giorni che gli psicologi dicono siano necessari per acquisire un’abitudine. Mollerai di sicuro entro 10 giorni. Niente libri letti né tartarughe per l’estate. Non è pessimismo, è realismo e lo sappiamo tutti.

Cosa suggerisce il video? Inizia facendo 2 addominali al giorno o leggendo 2 minuti.
Due? Sì, proprio due. Ridicolo? Forse. Anzi, talmente facile che non potrai non riuscirci. E vedrai che cambierà tutto. Lo farai ogni giorno e ci saranno giorni in cui farai anche di più (e ti darà una soddisfazione enorme!). Ma sempre almeno 2, anche quando non hai voglia, quando sei stanco, quando è andato tutto male.
Cosa ci vuole a fare due addominali? Tre secondi. E a leggere due minuti (per questo articolo ne hai impiegati proprio 2)? Ridicolo, facile. Verissimo. Ma quei tre secondi quotidiani, quei due minuti di lettura ti faranno riorientare la tua capacità di cambiare, la tua autostima e anche i risultati.
Facilmente. Provare per credere.

E Macbeth sia

Le letture sperimentali a voce alta continuano.
Sfioriamo la bellezza dei classici con leggerezza, e scopriamo frammenti di perfezione, un’umanità profonda cui nessuno prima pensava di poter accedere perché troppo difficile. E questo forse è il più grande miracolo: chiunque può leggere direttamente, senza paura, e cogliere quella presenza vera, reale, che è la grande letteratura.

Ti fa tanta paura
mostrarti nell’azione e nel coraggio
quello stesso che sei nel desiderio?

Brama* di potere, violenza, paura, perfidia, tentazione.
In un solo atto Lady Macbeth ha già conquistato terribilmente chi già non la conosceva. Le coscienze si riconoscono e tremano. I più temono il peggio.

E fanno bene.

Stelle, oscurate il vostro fiammegiare,
che la luce non penetri i segreti
dei neri, tenebrosi miei propositi!
L’occhio non veda quel che fa la mano;
ma si compia quell’atto che, compiuto,
l’occhio avrà orrore pur di riguardare!

*parola selvatica e bellissima. Consiglio questo.

Il destino bussa alla porta

Questa settimana, guidati da Simone Schermi, violinista del conservatorio di Genova, abbiamo forse toccato una delle nostre vette. Ascoltare insieme la Sinfonia n. 5 di Beethoven, con brevi intermezzi di introduzione ai tempi e ai movimenti, ha reso vero quello che Platone diceva 2200 anni prima di Beethoven: La musica è per l’anima quello che la ginnastica è per il corpo.

Nell’epoca del workout e delle palestre a suon di rap, dubstep e musica che pompa, abbiamo bisogno anche di altre armonie, più sottili, più lucide e inaspettatamente potenti. Con qualche pregiudizio, forse perché un po’ analfabeti, possiamo chiudere gli occhi per dieci minuti e entrare ogni tanto in un mondo che forse ci eravamo persi per i troppi rumori di fondo.
Ma servono strumenti per ascoltare, apprezzare e, perché no, affinare un po’ il palato. E quindi grazie Simone e non pensare di cavartela con una sola puntata!

ps. Il destino che bussa alla porta? È il senso di quel ta-ta-ta-ta dirompente che attraversa questa sinfonia in modo quasi ossessivo. Come la morte (o la sordità per Beethoven). Non lo ricordate? Ma sì…

Fall forward

Non sono un appassionato del “motivazionese” (di Denzel Washington assolutamente sì), ma forse in questi giorni, con un po’ di tempo in più da perdere su YouTube, un video ogni tanto per ripartire (e non solo prepararsi a ripartire, cosa c’è da aspettare?) può servire. Ovviamente dedicato ai più giovani, ma forse anche per gli “enta”, i quasi “anta” e successivi.

If you don’t fail
You are not even trying
To get something you never had
You have to do something you never did

(… Italia too needs your help!)

youtu.be/tbnzAVRZ9Xc

Quale sarà la tua impronta?

Jam Session di fine marzo. Il regalo di queste ore di improvvisazione culturale è continuare a imparare, ascoltando liceali che insegnano (e cercando di non interromperli troppo!).

Per questo mese, ho scoperto Maria Luisa Spaziani, potente (vedi sotto).
La musica 8D, che pensavo fosse uno scherzo, ma ascoltare per credere. Non ho resistito a una versione della colonna sonora di Interstellar (già scomparsa dal youtube purtroppo).
Un pezzo di Sung Eun Choi che, non ce ne voglia sul chi viene prima e chi viene dopo, ad alcuni ha ricordato Anastasio.
E questo TEDx sull’entropia direttamente dal Politecnico di Milano.

E poi abbiamo discusso, una intuizione dietro l’altra, dall’inferno senza fiamme al tempo di Bergson e la sua reversibilità, per poi parlare di quel fatale grigio che a volte ci schiaccia e che non sembra possa essere undone, disfatto, come il tempo che scorre e non torna…
Divagazioni a ruota libera alla ricerca di una chiave (qualcuno ha detto Caparezza?), perché se il mondo è senza senso / tua è la vera colpa.

Ogni jam session è un’occasione per parlare di ciò che è profondamente umano, si cominci dalla musica, dalla fisica o dalla poesia, senza paura. Per dare un senso, o almeno provarci.
Aspetto la prossima puntata con impazienza.

L’indifferenza è inferno senza fiamme.
Ricordalo scegliendo
fra mille tinte il tuo fatale grigio.

Se il mondo è senza senso,
tua è la vera colpa.
Aspetta la tua impronta
questa palla di cera.


Maria Luisa Spaziani